Lotta ai diritti di proprietà intellettuale: Shein nell'occhio del ciclone per presunta violazione del copyright nel settore del fast-fashion

Sembra che la luce dei riflettori sia su #Shein, gigante del fast-fashion, e non per le ragioni giuste. Secondo un'azione legale intentata martedì, Shein avrebbe una strategia organizzativa volta a individuare e sottrarre la proprietà intellettuale di designer di ogni calibro, sfruttando al contempo una struttura aziendale "confusa" per eludere le accuse di furto con minime conseguenze legali.

I designer indipendenti Krista Perry, Larissa Martinez e Jay Baron accusano Shein di produrre, distribuire e vendere copie esatte delle loro opere creative.

Ma come fa Shein a evitare il fuoco incrociato legale?

Si dice utilizzino un "algoritmo segreto" per identificare le tendenze della moda in crescita e produrre un piccolo numero di un articolo presuntamente rubato in caso di accuse di violazione dei diritti. Se poi le accuse di furto non emergono, aumentano la produzione.

In caso di una richiesta di cessazione e desistenza o una causa, gli attori sostengono che Shein si appoggi su una "pluralità di entità e strutture decentralizzate" per evitare la responsabilità per la violazione dei diritti di proprietà intellettuale.

Il dettaglio più allarmante? Il processo è considerato parte integrante del DNA organizzativo di Shein!

La causa sottolinea che Shein ha "commesso consapevolmente una violazione criminale del copyright".

Queste accuse, se dimostrate vere, sollevano questioni gravi sulle pratiche dell'industria della moda. Ciò sottolinea l'importanza di proteggere i diritti di proprietà intellettuale dei designer, specialmente quelli indipendenti.

Seguiamo gli sviluppi e speriamo che portino ad un cambiamento positivo nell'industria.

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