Semiconduttori: la ricerca in Europa e Cina

Una questione cruciale nel panorama tecnologico globale si sta dimostrando motore trainante del progresso tecnologico: la ricerca sui semiconduttori.

🌏🔬 Secondo un recente rapporto di Elsevier, l'Europa si colloca al secondo posto nel mondo per la produzione accademica in questo settore, con 15.000 paper pubblicati nel 2022. Un risultato importante, ma la distanza con la Cina, leader indiscussa con 30.000 output, è significativa.

⚖️ Solo cinque anni fa, con lo stesso numero di pubblicazioni, l'Europa vantava una posizione di leadership. Mentre la nostra regione ha oscillato tra 15.000 e 17.000 pubblicazioni all'anno, la Cina ha investito in modo consistente, passando dai 13.000 output del 2017 ai quasi 30.000 del 2022. Questo ci fa riflettere: cosa dobbiamo fare per tornare alla leadership?

💡La risposta potrebbe risiedere in un approccio collaborativo. L'UE ha stanziato recentemente 43 miliardi di euro per rafforzare l'industria dei semiconduttori e progetti come l'IPCEI ME/CT dimostrano una chiara vocazione collaborativa dell'Europa, coinvolgendo 14 paesi membri e prevedendo 8,1 miliardi di euro di finanziamenti pubblici, con la previsione di ulteriori 13,7 miliardi di investimenti privati.

🇮🇹 L'Italia si sta muovendo in questa direzione: njonostante un portafoglio di brevetti più piccolo rispetto ad altre nazioni europee, ha visto il suo livello di competitività aumentare, con un piano di investimento da 1,8 miliardi di euro annunciato nel marzo 2023 per rafforzare l'industria dei semiconduttori.

📊 Questo panorama globale e la corsa per la leadership nella ricerca sui semiconduttori ci ricordano l'importanza di collaborare, innovare e investire nel futuro. Se saremo capaci di fare tutto ciò, potremmo non solo rivendicare il nostro posto come leader globali, ma anche promuovere un futuro tecnologico più brillante e sostenibile per tutti.

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