Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la riforma del Codice della proprietà industriale

La proprietà industriale rappresenta uno dei pilastri fondamentali del sistema produttivo e innovativo di un Paese, fungendo da chiave per la protezione delle idee e delle invenzioni. Nel corso degli anni, le leggi e le normative a essa correlate hanno subito molteplici cambiamenti, adattandosi alle esigenze emergenti del contesto socio-economico.

Il recente intervento legislativo con la legge n. 102/2023 ha introdotto significative modifiche al Codice della proprietà industriale (Cpi). Queste novità mirano a fornire una maggiore tutela ai titolari, a semplificare le procedure amministrative e a rafforzare le misure contro la contraffazione. Avevo già annunciato queste modifiche in un precedente articolo, ma con la pubblicazione in Gazzetta è opportuna una revisione.

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Nel seguente articolo, riporterò in dettaglio ciascuna di queste variazioni, offrendo una panoramica sintetica, ma chiara.

Modifiche alla Legge n. 102 del 24 luglio 2023 - Revisione del Codice della Proprietà Industriale


1. Protezione delle Dop e Ig:

Prima: Non era specificato un divieto di registrazione per marchi evocativi di Dop e Ig.

  • Adesso (art. 14 del Cpi): Divieto esplicito di registrazione di marchi che evochino Dop e Ig, fornendo una tutela più forte contro le imitazioni.

  • Adesso (art. 170 comma 2): Il ministero dell'agricoltura (Masaf) deve esprimere un parere vincolante entro 20 giorni dalla domanda di marchio relativa a prodotti agricoli, per verificare possibili evocazioni di Ig o Dop.

  • Adesso (art. 177 lett. d-bis Cpi): Ampliamento dei soggetti legittimati ad opporsi alle registrazioni dei marchi, inclusi i titolari di diritti su Dop e Ig.

2. Protezione temporanea di disegni e modelli nelle fiere:

Prima: Non era contemplata nella legge una protezione temporanea per i disegni e modelli presentati nelle fiere, a differenza di quanto previsto dalla normativa europea.

  • Adesso (art. 34 bis del Cpi): Protezione temporanea concessa a disegni o modelli esposti in fiere, sia in Italia che all'estero, a patto che la registrazione avvenga entro sei mesi dall'esposizione. Questa conferisce un diritto di priorità per la registrazione.

3. Ribaltamento del meccanismo del «Professor's Privilege»:

Prima: L'inventore universitario aveva il diritto di decidere se brevettare o meno la propria invenzione.

  • Adesso (art. 65 del Cpi): Le università/enti di ricerca sono i primi titolari dei diritti sulle invenzioni dei loro ricercatori. Hanno sei mesi per decidere sul brevetto; in mancanza, il ricercatore può procedere autonomamente.

4. Rapporti tra brevetto europeo e brevetto italiano:

Prima: Non era chiaramente definita la coesistenza tra brevetto italiano ed europeo.

  • Adesso (art. 59 Cpi): In caso di concessione sia di un brevetto italiano che europeo per la stessa invenzione, entrambi mantengono validità e coesistono, anche se uno di essi viene poi annullato.

5. Durata dei brevetti:

Prima: La durata era definita, ma senza specifiche rigide sul calcolo.

  • Adesso (artt. 60 e 85 Cpi): Precisazione della durata: 20 anni per l'invenzione industriale e 10 anni per il modello di utilità, partendo dalla data di deposito. La scadenza avviene nell’ultimo istante del giorno corrispondente a quello di deposito, senza possibilità di modifica o rinnovo.

6. Modalità di pagamento per i brevetti:

Prima: I diritti di deposito dovevano essere pagati contestualmente al deposito.

  • Adesso (art. 148 Cpi): È ora possibile pagare i diritti entro un mese dalla presentazione della domanda, fermo restante la data di deposito.

7. Sequestro di prodotti contraffatti in fiera:

Prima: Non era permesso sequestrare prodotti contraffatti direttamente in fiera.

  • Adesso: L'abrogazione del comma 3 dell'art. 129 Cpi consente il sequestro di tali prodotti in fiera, intensificando la lotta alla contraffazione.

8. Semplificazione e digitalizzazione delle procedure amministrative:

Prima: Procedure più burocratiche e basate su documenti cartacei.

  • Adesso: Introduzione di efficacia diretta dell'iscrizione nel Registro europeo, abolizione dell'obbligo di trasmissione di documenti cartacei, semplificazione delle modalità di deposito telematico e estensione dell'uso di servizi digitali esteri.

9. Nuovi importi del bollo sui depositi:

Adesso:
  • 48 euro per ogni domanda di concessione o di registrazione di marchi d’impresa, novità vegetali, certificati complementari di protezione e topografie di prodotti per semiconduttori (art. 1, comma 1-quater, lettera a));

  • 16 euro per ogni domanda di concessione o di registrazione di brevetto per invenzione, modello di utilità, disegno, con allegato uno o più dei seguenti documenti:
    • lettera di incarico a consulente di proprietà industriale o riferimento alla stessa;
    • richiesta di copia autentica del verbale di deposito;
    • rilascio di copia autentica del verbale di deposito (lettera a-bis);

  • 80 euro per ogni istanza di trascrizione e relativi allegati (lettera b);

  • 16 euro per ogni istanza di annotazione e per istanze diverse da quelle indicate nei punti precedenti (lettere c) e d).

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