Promuovere la protezione dei diritti dei popoli nativi: il nuovo trattato sui brevetti dell'OMPI

Dopo oltre 20 anni di negoziati, gli Stati membri dell'OMPI hanno recentemente firmato un trattato internazionale senza precedenti riguardante la relazione tra "Proprietà Intellettuale, Risorse Genetiche e Conoscenze Tradizionali Associate".
Questo trattato storico include disposizioni specifiche per la tutela dei diritti di proprietà dei popoli indigeni e delle comunità locali. Il suo obiettivo finale è migliorare la trasparenza all'interno del sistema dei brevetti, in particolare nel campo delle scienze della vita, per prevenire lo sfruttamento delle risorse genetiche e delle conoscenze tradizionali appartenenti ai popoli indigeni e agli aspetti centrali delle loro culture.
Il trattato mira a impedire che risorse come risorse genetiche (comprese specie animali, vegetali e microbiche di valore economico, scientifico, sociale o ambientale) e conoscenze tradizionali (che comprendono abitudini culturali, credenze, pratiche, innovazioni ed espressioni sviluppate e conservate da comunità tradizionali, indigene e locali) siano usurpate dai titolari di brevetti.

Promuovere la protezione dei diritti dei popoli nativi: il nuovo trattato sui brevetti dell'OMPI

In particolare, il trattato introduce un nuovo requisito di divulgazione nella legge internazionale per i richiedenti di brevetti le cui invenzioni si basano su risorse genetiche e conoscenze tradizionali associate. Una volta ratificato da almeno 15 membri del trattato, esso entrerà in vigore. Esso obbliga i richiedenti di brevetti, al momento della presentazione di brevetti riguardanti risorse genetiche o tecnologie derivate da conoscenze tradizionali, a informare il paese di origine di queste risorse o conoscenze. Tuttavia, va notato che questo requisito non sarà applicato retroattivamente e, pertanto, non influenzerà le domande di brevetto presentate prima dell'entrata in vigore del trattato.

Al momento dell'adozione del trattato, i suoi firmatari sono obbligati a stabilire misure che consentano ai richiedenti la possibilità di rettificare eventuali omissioni, tranne nei casi di comportamento fraudolento confermato. Inoltre, i firmatari sono autorizzati a creare database contenenti risorse genetiche e conoscenze tradizionali correlate in consultazione con i popoli indigeni, le comunità locali e le parti interessate rilevanti, considerando i rispettivi contesti nazionali.

È importante notare che obblighi di divulgazione riguardanti risorse genetiche, spesso collegate a conoscenze tradizionali associate, sono stati precedentemente attuati da oltre 30 paesi, tra cui Brasile, Cina, India, Sudafrica e vari paesi europei. L'approccio avanzato del Brasile su questo tema, regolato dalla Legge Federale n. 13.123/2015, è stato supervisionato dall'Ufficio Brasiliano Brevetti e Marchi (BPTO) dal 2005, evidenziando gli sforzi pionieristici del paese nella protezione dei diritti fondamentali ora abbracciati dall'OMPI.

Questo sviluppo significativo rappresenta un passo importante per garantire la protezione delle conoscenze tradizionali e delle risorse genetiche promuovendo al contempo la collaborazione con le comunità indigene e gli stakeholder locali. Il trattato dell'OMPI riflette un riconoscimento crescente della necessità di rispettare e preservare il ricco patrimonio culturale e la proprietà intellettuale dei popoli indigeni. Sottolinea inoltre l'importanza di una condotta trasparente ed etica nelle domande di brevetto che coinvolgono risorse genetiche e conoscenze tradizionali.

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